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A/B
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LMY-7-10
Divisor / 4
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Respiro (1)
M.M.M.M.
Noventa e Três (para Colönia)
30x1
30x1.2

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1606 T-BP Video Program
1605 Cage 116
1603 Transcendence 115
1504 Alteration 109
1411 Fórum do Futuro
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0808 Construction 76
0805 Offf
0804 EMAF
0709 Ars Electronica
0705 Barcelos
0611 Study 40
0610 EME
0606 SonicScope
0510 int.16/45//son01/30x1
0509 EME
0404 v3
0301 hardVideo

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1707 Cerveira
1703 Lâminas
1606 Press photos
1605 SMUP
1512 La Escucha Errante
1511 Intermediale Festival
1410 Semibreve
1003 Press photos
0911 Press photos
0910 Perugia
0906 Sonica:Post
0804 EMAF
0803 Template
0803 Netwerk
0802 Press photos
0712 Natal dos Experimentais
0709 Ars Electronica
0709 Ars Electronica
0709 Beck's Fusion Pod
0709 Beck's Fusion
0705 Barcelos
0703 Pixelache
0702 CdM
0611 Algo-Ritmos
0609 PTM#2
0601 Netmage 6
0512 Madeira DIG
0511 Imagens Projectadas
0509 Stephan Mathieu + Naja Orchestra
0503 Zemos98_7
0505 Hip Chips @ U.Católica
0505 Hip Chips @ ZDB
0504 deTour
0502 Penthouse
0412 Metro
0411 Tel Aviv
0410 + Pure, Vitor Joaquim
0407 FICMVC
0407 + Joe Giardullo, VJ
0404 v3 comp
0404 v3 live
0311 Atlantic Waves
0310 + forçasamadas
0302 Sonic Light
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0110 Frágil
0010 Co-Lab
0006 Serralves
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Re:Barsento / Reviews /

Re:Barsento

Re:Barsento / Reviews

Music Won't Save You

Per Pedro Tudela e Miguel Carvalhais, ogni viaggio e ogni esperienza di residenza artistica costituisce spunto per applicare ai luoghi visitati la loro sensibilità di soundscaper in grado di catturare attraverso il suono lo spirito dei luoghi visitati. È un’opera di paziente compenetrazione tra paesaggio e rappresentazione quella condotta dai due artisti portoghesi nel corso dell’iniziativa “Barsento Mediascape”, che lo scoro anno li ha condotti nella zona collinare pugliese del Barsento.

Da lì è nata un’istantanea sonora di oltre mezz’ora, affine alla precedente “Re:Fujaco“, che rappresenta fedelmente una paesaggio irradiato dal sole, plasmato dal lavoro dell’uomo che la terra e dalla pietra ha saputo trasformare in materia viva e fertile. Non sembra un caso, infatti, che la lunga traccia parta proprio dalle cadenze iterative di un ferro impegnato a lavorare una materia organica grezza per piegarla alla sensibilità e all’ingegno umano.

I medesimi fattori presiedono alla rappresentazione sonora del duo, gradualmente svolta in sibilo spettrale, volto a cristallizzare tempo e spazio in un microcosmo nel quale elementi umani e naturali si fondono in una sorta di cartolina in lento movimento, traslitterazione narrativa di fremiti armonici, respiri e risonanze appannaggio soltanto di un accurato paesaggismo sonoro.

La traccia è disponibile in download gratuito attraverso la netlabel Galaverna. Raffaello Russo

Sodapop

Galaverna è un progetto di radicalismo gentile. Label digitale devota all’arte del field recordings, lega pratica ed estetica in maniera indissolubile: pubblica un solo disco a stagione (salvo rare eccezioni) invita a non masterizzare le proprie produzioni per non diffondere plastica inutile, rende disponibile ogni lavoro gratuitamente, mantenendosi fuori dal mercato. In catalogo trovate una decina di titoli (lavori di Yasuhiro Morinaga, Alessio Ballerini e Pietro Riparbelli fra gli altri) che vi suggeriamo di recuperare; oggi ci concentriamo sull’uscita estiva, opera del duo portoghese @c, alla seconda uscita per l’etichetta.

Re:Barsento è stato composto nel giugno del 2013 durante la residenza artistica Barsento Mediascape promossa nell’ambito della decima edizione dell’Interferenze New Art Festival, a cui Miguel Carvalhais e Pedro Tudela hanno partecipato. Ne è scaturito un unico brano di mezz’ora che, in tre movimenti, parte dalla superficie e si inoltra nelle profondità della terra, fra pozzi e grotte, organizzando suoni rubati a pietre, erbe ed acqua, insieme ad altri incontrati durante la ricerca. Ma quello che suggerisce il disco va ovviamente ben oltre la semplice valorizzazione sonora degli elementi: l’ascolto fa emergere l’antica laboriosità nei ritmi e poliritmi sassosi della prima tranche, rileva gli spazi sconfinati compresi fra il fruscio dell’erba tagliata e il rumore dei jet ad alta quota, cattura l’anima di questa terra, che si infiamma di clangori industriali (la parte centrale) e filtra poi nelle viscere, scorrendo con le acque sotterranee. C’è, infine, tutto quello che ogni ascoltatore saprà cogliere, magari incrociandolo con la propria esperienza e che rende Re:Barsento un discorso sempre aperto a nuove interpretazioni. Quello che si può dire con una certa sicurezza, la caratteristica migliore del lavoro, è il suo essere un percorso fra natura e cultura capace di coglie la musicalità più profonda e meno scontata di questi luoghi: non una semplice cartolina sonora, ma un frammento, piccolo ma capace di testimoniare lo spirito dei luoghi. Emiliano Zanott

Fluid Radio

Miguel Carvalhais and Pedro Tudela were among the co-founders of the great Portuguese label Crónica, and make sonic artworks together as @c. Their latest release came out of an artistic residency in the Barsento region of Italy, and focuses on making audible the landscape and geography they found there. Walking steps give way to a similarly rhythmic hammering of stone on stone, then more footsteps scrunching through the grass as aircraft rumble by overhead. As the single half-hour piece develops the rhythm is taken on by a swirling hiss and metallic rattle, before petering out into a reverberant dripping and sloshing.

Without knowing anything about the Barsento region except what can be gleaned from listening to this artwork, I imagine the following: quite a high-altitude location, very dry and open to the wind, but not so high or cold enough to prevent vegetation from flourishing. A landscape without much in the way of human inhabitants, and not so many birds or large mammals either. Caves — dripping, trickling, sloshing caves. A certain remoteness; a calming quietness rather than a stony silence. Dust and sunshine, white powdery stone. The sounds provide enough clues to construct an image, to map out a space, the degree of correspondence of which with the geographic space of the Barsento region remains more or less conjectural.

It would be very easy for me to look Barsento up on the Internet, and then judge how ‘accurate’ this picture conjured in my mind by Carvalhais and Tudela’s wandering geographic narrative really is — or at least how it compares with other mediations of the region. I’ve resisted doing this, despite the documentary claims made by the work and the accompanying web blurb. “Re.Barsento” is such an evocative work, such a vivid auditory tale, that I think I would prefer to keep hold of my imaginary Barsento, the one that exists only in my memory, despite never having been there, and in my ears, as I listen. Nathan Thomas